Il fatto che la televisione abbia spazio rilevante nella vita di ciascuno è un fattore che può rendere più difficile osservarla con distacco. Può apparire così a prima vista strano parlare di gap televisivo, nel senso di un vuoto nell’utilizzo potenziale di un mezzo che si percepisce così pervasivo e invadente.
Se guardiamo al medium televisivo dal punto di vista dell’impresa e delle sue esigenze di comunicazione, appare molto evidente un “gap”: la televisione è stata finora utilizzata dalle aziende in misura molto limitata sia relativamente ai destinatari (è stata utilizzata praticamente solo nella direzione del pubblico degli utenti finali) sia relativamente ai modelli (è stata utilizzata quasi esclusivamente all’interno dei modelli codificati della comunicazione televisiva commerciale).
Possiamo collocare l’utilizzo della televisione da parte dell’impresa nella sfera della comunicazione esterna, con prevalenza di comunicazione di tipo strategico, ovvero una comunicazione che mira al posizionamento dell’azienda e dei suoi prodotti, a trasmettere emozioni e valori più che informazioni operative e razionali all’utente (le quali spesso trovano spazio sulla stampa o su web, mezzi più adatti all’approfondimento).
Nella tavola seguente questo posizionamento è descritto graficamente. Nella stessa tavola viene evidenziata l’ampia area di vuoto nell’utilizzo della televisione come mezzo di comunicazione da parte dell’impresa: il gap televisivo.
Questo vuoto ha motivazioni che sono legate principalmente a limiti di flessibilità del mezzo televisivo, connessi a loro volta all’aspetto tecnologico. Ma la possibilità che questo gap venga colmato dipende, oltre che da un superamento dei limiti tecnici alla flessibilità del mezzo, anche dalla sua efficacia nel rispondere a finalità che finora non gli sono state proprie.
