La Business TV in Italia: la situazione


Lo scorso 16 aprile al workshop dell’Osservatorio Bocconi sono stati presentati i risultati della ricerca che l’Osservatorio ha condotto attraverso circa 330 interviste su un campione di partenza composto dalle 900 aziende italiane più importanti per fatturato e numero di dipendenti. La Business TV in Italia riguarda circa il 30% delle grandi aziende: un dato significativo, cui si aggiunge l’indicazione che oltre il 70% del campione già utilizza il video in qualche misura. Qui sopra potete vedere le slide principali della presentazione dei risultati. Qualche commento nel seguito dell’articolo.


Sono 7 su 10 le grandi aziende italiane che affermano di utilizzare in qualche misura il video come strumento di comunicazione, mentre per 3 su 10 questo utilizzo è strutturato in forma di business TV o di diffusione continuativa di video via Internet/intranet. Un dato importante che manifesta la rilevanza che sta assumendo questo tipo di comunicazione. I settori più coinvolti da questa esperienza sono Credito, Assicurazioni, Telecomunicazioni, ICT, editoria e media. L’utilizzo correlato ancora con le dimensioni d’impresa, anche se non mancano le eccezioni.
Interessante il fatto che il 74% delle business TV è stato lanciato dal 2005 in avanti e che la maggioranza si rivolge principalmente alla sfera interna.
Gli obiettivi dichiarati sono coerenti con quelli già individuati dalla prima ricerca del 2005, condotta per la stesura del volume “Business TV” da cui questo blog ha preso le mosse: la business TV interna è uno strumento pensato principalmente per informare, aggiornare, formare e coinvolgere. Nella sfera esterna prevalgono invece, come naturale, obiettivi di brand building, promozione, coinvolgimento.
Quanto al contenuto, si conferma la predilezione per la sintesi, con la grande maggioranza dei programmi avente durata inferiore ai 10 minuti (il 42% entro i 3 minuti) e una notevole diversificazione per quanto riguarda l’ntensità della programmazione, che rimane legata agli specifici obiettivi di ciascun servizio.
Tra le modalità di distribuzione, la forma “push” sopravvive all’ascesa del palinsesto mentre, come canale, l’uso del satellite è ormai sporadico e la parte del leone la fanno la distribuzione via Internet e Intranet. L’accesso da telefono cellulare è ancora praticamente assente.
Infine l’impressione sui risultati ottenuti è generalmente positiva - lo sostiene oltre l’80% degli intervistati - e quasi il 45% degli intervistati dichiara che il servizio è in fase di sviluppo.
L’impressione generale è che il video (e in particolare la sua distribuzione via Internet/intranet) stia rapidamente entrando nel novero degli strumenti a disposizione della comunicazione aziendale lungo tutte le sue direttrici, in coerenza con lo scenario web, che vede la presenza del video in crescita rapidissima. AT&T ha dichiarato la scorsa settimana di attendersi entro il 2010 che il video costituirà circa l’80% del traffico Internet, rispetto al già significativo 30% attuale. E’ evidente che le imprese non possono che prendere atto della tendenza ed adattare progressivamente la propria comunicazione all’evolversi (rapido) dei linguaggi.

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