
Internet TV non significa solo video fruito attraverso il browser. Sono diversi gli attori che stanno portando avanti iniziative basate sulla proposta di client dedicati alla fruizione di TV via Internet. L’iniziativa che attualmente sembra meglio posizionata in questo segmento è Joost, che qualche giorno fa è uscita dalla fase di beta (in cui il software era accessibile solo su invito) e si è resa disponibile al grande pubblico con la versione 1.0. SI tratta di una piattaforma rilevante anche in ottica Business TV? Sicuramente sì - almeno nella sfera della BTV esterna -, come testimonia la presenza nel bouquet di Joost di Audi Channel (vedi immagine qui sopra nella sua versione Joost) e Red Bull TV.
Joost è certamente un software da provare: il fatto che sia stato ideato dalle stesse persone che hanno realizzato Kazaa (software P2P) e Skype rappresenta di per sé una certa garanzia e il fatto che sfrutti la logica P2P per la diffusione degli streaming video è interessante e appare decisamente efficace alla prova dei fatti (l’esperienze di fruizione del video oa tutto schermo è decisamente soddisfacente). Ma l’aspetto che dal mio punto di vista è più interessante è proprio il tipo di esperienza di fruizione televisiva che propone. Entrando in Joost si ha la sensazione di “accendere la TV”, e infatti scelto il canale da seguire tra le molte decine già disponibili, il video fluisce come ci si attende nella visione televisiva di un canale tematico. Tutti gli elementi di interazione/controllo nell’interfaccia sono proposti con approccio grafico decisamente più televisivo che Web, anche se il canale trae in effetti dal web tutta il suo potenziale relativamente all’interattività (tra utente e servizio, ma anche tra utente ed altri utenti). Ciò che mi piace di Joost è da un lato la sensazione “comoda” di vedere una televisione che in assenza di una decisione dell’utente, comunque “scorre” e propone contenuti, proprio come nel concetto tradizionale di TV. Il sistema appare “vivo”. E parimenti bello è scoprire che tutti i programmi sono in realtà disponibili anche in logica on-demand. La sintesi tra logica a scorrimento e logica on-demand è davvero ben riuscita. Rispetto a Youtube è un tipo di esperienza molto più di tipo televisivo (da sofà, se vogliamo) e questo è un aspetto interessante. Naturalmente non credo alla superiorità in assoluto di questo approccio, rispetto a quello web-based, ma ritengo che entrambi i tipi di esperienza possano coesistere molto bene. Youtube rappresenta la trasposizione sul piano del video del piacere della ricerca e della scoperta di tradizione web, che vede un ruolo molto attivo dell’utente e - almeno nella forma attuale - si presta particolarmente alla fruizione da PC. Joost rapresenta invece la maturazione di un concetto più tradizionale di visione televisiva (tendenzialmente più passiva) nel momento in cui incontra la potenzialità del web. Naturalmente poi il contesto web rende il panorama molto fluido e in costante evoluzione: lo stesso Youtube comincia a proporre forme diverse di interfaccia di fruizione sia all’interno dell’utilizzo da PC (vedi la possibilità di creare player custom recentemente offerta agli utenti) sia nel quadro dell’estensione verso nuovi device (vedi le nuove interfacce disegnate per la fruizione del servizio su Apple TV e iPhone). Detto questo, mentre YouTube in questo momento ha una chiara e solida leadership, l’importanza relativa di Joost (o dei suoi concorrenti come l’italiano Babelgum o Veoh.TV) dipenderà dal tasso di adozione che la piattaforma riuscirà a conseguire (e questo in gran parte dipenderà dalla qualità e quantità dei contenuti che riuscirà ad aggregare nel suo bouquet). Per le imprese, certamente un altro canale importante da prendere in considerazione e su cui innestare proprie proposte di comunicazione televisiva diretta (business TV).