Come cambianno i rapporti di forza

Youtube è sempre più la piattaforma per eccellenza della TV sul web. Mentre nascono le prime versioni locali del servizio, tra cui quella italiana, e si chiudono gli accordi che portano i canali televisivi tradizionali ad aprire canali su Youtube, fa una certa sensazione leggere le dichiarazioni di Alberto Contri, direttore generale di RaiNet, che spiega che “Tra le motivazioni che hanno spinto Rai a creare un proprio branded channel su YouTube vi sono il desiderio di generare maggiore interesse verso i nostri contenuti web, (…) e di riflesso incrementare l’audience sul grande schermo, soprattuto per quel target più giovane, oggi anche più lontano dalla televisione generalista”. Sentire che la RAI apre un canale su Youtube per cercare di riportare un po’ del target giovane smarrito all’uso del vecchio televisore la dice lunga sul cambiamento dei rapporti di forza tra web e televisione. La seconda cosa che in qualche modo sorprende (anche se è naturale in Youtube) è che in questa nuova piattaforma su cui sta convergendo l’attenzione di una parte significativa di pubblico, il canale della RAI e quello di uno qualsiasi delle migliaia di utenti, organizzazioni, gruppi, istituzioni, aziende che ne hanno uno su Youtube sono veramente molto simili. Il web ci ha insegnato che anche in una piattaforma aperta persistono fenomeni di concentrazione, ma se confrontiamo il nuovo scenario con la chiusura che caratterizza il mondo della TV analogica la differenza è enorme, specie in questa fase di primo sviluppo del video su Internet. I giochi sono aperti per tutti nella nuova frontiera e chi ha buone idee e talento può trovare oggi più facilmente che mai una via per emergere.


Nel guardare il canale di RAI su Youtube ho riprovato per un attimo la stessa emozione di quando nel 1995 in Video On Line navigavo sul web - allora ancora molto poco affollato - e osservavo che i siti di grandi gruppi media come Time Warner o Disney erano fatti di qualche decina di pagine HTML, non diversamente dai primi siti web personali lanciati da singoli utenti. Si stava aprendo una nuova frontiera e i primi avventori si insediavano e studiavano come utilizzare al meglio il nuovo contesto confrontandosi sullo stesso piano. Per un certo verso la cosa è durata poco, in quanto i grandi gruppi media hanno rapidamente trovato il modo di far valere anche sul web la loro capacità di investimento in tecnologia, la loro capacità di produrre informazione e la loro vasta library di contenuti originali. E tuttavia tante nuove realtà sono emerse nel nuovo contesto e le idee brillante hanno saputo farsi strada ad ogni livello cogliendo l’opportunità del sistema aperto. Ora in Youtube e più in generale nel nuovo contesto della web TV sta succedendo lo stesso e i contenuti generati dagli utenti stanno mostrando attraverso il video una forza anche maggiore di quella che i primi siti web personali riuscivano ad esprimere nella prima fase di crescita del web. Tutto questo lo trovo emozionante ed è la vera forza del web.

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