Lo scorso 5 Febbraio l’azienda americana Anheuser-Bush, produttrice della Birra Budweiser ha lanciato Bud.tv, probabilmente il progetto di brand TV più ambizioso fino a questo momento. Bud.tv è una web TV con un budget di 30 milioni di dollari all’anno e produzioni affidate ad importanti studios di Hollywood come la casa di produzione Trigger Street di Kevin Spacey e Live Plant di Damon/Affleck. Nelle parole del vice president, global media and sports marketing di Anheuser-Bush, si tratta di “an online entertainment network“, pensato per andare a prendere una parte significativa di quelle 6 ore che gli adulti di età compresa tra 21 e 27 anni dedicano a Internet. A distanza di quasi due mesi dal lancio sono disponibili i primi dati, che non sono del tutto incoraggianti…
Bud TV è un esercizio veramente imponente, con un’offerta articolata su sette canali tematici: TV shows, BudTube, Reality Channel, Comedy Channel, Sports Channel, Hollywood Channel, 4:55 Show - Happy Hour.
Per conoscere più in dettaglio l’iniziativa, la cosa migliore è vederla direttamente. Vi segnalo anche un’interessante intervista condotta da iMedia Connection con i responsabili del progetto prima del lancio.
Ora, a quasi due mesi dal lancio, arrivano i primi risultati. Ebbene, i dati di Comstore Media Metrx parlano di 253.000 visitatori in Febbraio, una cifra di per sé importante, ma ben lontana dai 2-3 milioni di visitatori che la società intende raggiungere per fine 2007. II risultati sembrano dunque dare ragione alla critica negativa di BusinessWeek sul sito. l principale imputato per un lancio che viene ritenuto “fiacco” è la registrazione, che viene imposta agli utenti in quanto il sito pubblicizza una bevanda alcolica e dunque deve garantire l’accessibilità ai soli utenti maggiorenni: questo limita l’efficacia della viralità spontanea. In effetti ho provato personalmente e la registrazione è piuttosto macchinosa e coerente con i dati della prima settimana del servizio che parlano di 20.000 visite al giorno, ma di cui solo 800-1000 registrati: vuol dire che la modalità di accesso al sito scoraggia oltre il 95% dei visitatori. Il critico dello Hollywood Reporter scrive: “Bud.tv fails because it inserts too much friction into the online viewing process which, due to the accessibility of video-sharing sites“, mettendo in evidenza la macchinosità del processo di visione che siti come YouTube hanno invece reso molto veloce e immediata.
In sostanza, a quasi due mesi dal lancio, l’impresa per Anheuser-Bush si mostra non facile. Tuttavia credo che per un progetto di questo genere, sia bene attendere prima di dare verdetti definitivi. Certo, l’asticella è stata posta davvero in alto.