Mentre la TV sta rapidamente diventando pervasiva e si apre accogliendo individui, aziende e istituzioni quali protagonisti, in rete sta emergendo con altrettanta forza una nuova dimensione: quella della virtualità, che mostra di avere una grande forza di attrazione e di coinvolgimento. La dimensione virtuale immersiva non è una novità assoluta, posto che i MUD testuali esistevano già molto prima dello stesso web, ma l’evoluzione tecnologica rende oggi possibile realizzare contesti virtuali immersivi di grande coinvolgimento. Tanto da attrarre fortemente non solo milioni di persone, ma anche - come ovvia conseguenza - l’attenzione del business e degli stessi media tradizionali, come testimoniano i casi di IBM e MTV. E’ questa la post-televisione? E dopo la business TV avremo la business virtual reality?
La raltà dei mondi virtuali paralleli è già estremamente importante. Second Life è il servizio più celebre e frequentato, con quasi 1,5 milioni di abitanti: una vera e propria realtà parallela con una sua economia, che ha cominciato ad attrarre anche l’economia del mondo “reale”. IBM è tra i primi e principali investitori in Second Life: e l’aspetto interessante è che “investire” nella realtà visrtuale non significa per IBM inserire della propria pubblicità, ma “entrare” nella realtà con dipendenti che vanno a viverla e a creare business. Qualche esempio: IBM ha creato in Second Life il torneo di Wimbledon virtuale, ed eventi di presentazione più business oriented (vedi questo articolo di Reuters per un approfondimento). Un secondo caso interessante è quello di MTV che è entrata nella dimensione virtuale con Virtual Laguna Beach, primo di tre produzioni di questo tipo che MTV sta lanciando. La capacità attrattiva e di coinvolgimento della nuova dimensione virtuale del resto è ormai ben nota e sperimentata se pensiamo al mondo dei videogames off-line e on-line (vedi ad esempio il successo di The Sims e The Sims Online). Con il maturare delle generazioni cresciute con l’abitudine alla dimensione virtuale (Nintendo, Playstation & Co.) è plausibile pensare che la dimensione virtuale possa prendere sempre più piede come forma di intrattenimento, ma anche formazione, comunicazione, lavoro a distanza. Insomma la televisione ha un “dopo” ormai abbastanza chiaro e dopo essere passati per il successo della “realtà in TV” ci attende probabilmente il fascino del moltiplicarsi delle realtà parallele da vivere come esperienza attiva e diretta.