Il primo commento ricevuto sullo scorso post relativo alla pervasività della TV, mi porta a fare qualche considerazione in merito ai contenuti della TV pervasiva. Oggi sotto la spinta della tecnologia (soluzioni più flessibili a prezzi decrescenti) e della comunicazione commerciale (sempre in cerca di nuovi spazi e nuove forme di contatto) la televisione sta rapidamente “invadendo” ogni spazio della sfera privata (pensiamo alla TV mobile, alla TV su PC, al proliferare di televisori nelle case) e pubblica (come descritto ad esempio in questo post). La crescita dei sistemi è molto veloce e appare molto più rapida della riflessione sui contenuti. Pur amando l’innovazione tecnologica e i nuovi media digitali (si vede no?) e non essendo assolutamente un fanatico della regolamentazione fine a se stessa, credo che un tema di regole e - più in generale - un tema di “ecologia della comunicazione digitale” (intesa come studio, attenzione e delimitazione del suo impatto sui diversi ambienti in cui si applica, di cui molti pubblici) si porranno presto.
Il tema della regolamentazione delle nuove forme di servizi televisivi è molto interessante, ma anche complesso. In questo contesto mi limito a segnalare un’ottima riflessione sul tema della regolamentazione delle diverse forme interne ed esterne di Business TV presentata nel 2000 dal vice presidente di uno dei 15 organismi di controllo sul settore della comuniczione in Germania. Il documento (in lingua inglese) è disponibile in formato PDF qui e presenta in modo molto chiaro i termini del problema. Sempre sul tema delle regole è da segnalare un’iniziativa dello Office of Communications britannico (Ofcom) per la regolamentazione dei canali televisivi di self-promotion. La prima licenza per questa tipologia di programmazione è stata ottenuta in GB da Audi Channel.