In che misura la pervesività del video e della tele-visione è già realtà? Molto più di quanto istintivamente non siamo portati a pensare. Un viaggio in Treno da Bologna a Milano mi ha dato l’occasione per provare a “misurare” il fenomeno. Comincio con il dire che la persona seduta accanto a me sull’Eurostar si è tranquillamente guardato un film su un ipod, mentre io lavoravo su un notebook connesso in UMTS (ma non guardando video). Ma la cosa che mi ha fatto pensare al livello di presenza della videocomunicazione negli spazi pubblici è stato l’arrivo alla Stazione Centrale di Milano, da cui mancavo da qualche tempo…(segue nella prossima pagina).
Un piccolo racconto per dimostrare che la pervasività televisiva non è futura, ma presente e ne siamo esposti praticamente ovunque, almeno nelle grandi città. Il tema non è dunque quando la TV arriverà ovunque, ma a cosa servirà e fino a dove si spingerà, posto che si stanno sperimentando cose tipo questa (:-O)
In Stazione Centrale (e in molte altre grandi stazioni Italiane) è stata istallata una quantità impressionante di monitor LCD (ovvero un 50 pollici in capo ad ogni bilnario più - ad occhio - almeno una dozzina per ogni pensilina) che al momento del mio passaggio trasmettevano spot televisivi di grandi brand. All’edicola della metropolitana, colpisce la presenza di due display LCD (ne sono dotate molte edicole a Milano) che pubblicizzano riviste con una serie di slide grafiche (la tecnologia può ovviamente proporre anche video). Scendendo sulle pensiline di attesa del metrò si può passare il tempo guardando i servizi e gli spot di Tele.News, iniziativa di Telesia e Class Editori, presente anche negli aeroporti. Due display LCD da 15 pollici erano presenti anche sul tram della linea 91 che ho preso successivamente, anche se con una programmazione non molto attraente, giacchè si alternavano continuamente due sole foto paesaggistiche. Se avessi preso il taxi , avrei potuto essere allietato (si fa per dire) da una video programmazione su scherno LCD (mi è capitato qualche mese fa sempre a Milano). E naturalmente avrei anche potuto non lasciarmi distrarre da tutti questi schermi concentrandomi sulla visione della TV sul mio telefono cellulare. A parte il film sullo ipod del mio vicino di treno devo dire che non molte delle video comunicazioni che ho trovato sul percorso erano di grande interesse, ma questo è un altro discorso.
Un Commento
Questo “è” il discorso direi. Mentre scrivo col mio BlackBerry dal mio letto d’ospedale, dove sono finito in seguito all’incidente della Metro di Roma martedì scorso. Anche sui nuovi vagoni della metro romana ci sono i monitor, che trasmettevano uno slideshow di foto B&N anni ‘50 per la Festa del Cinema… Non ho ancora la calma (e la lucidità) necessaria per collegare i vari frammenti ma continuo a pensare che tutta questa pervasività raggiunga un senso quando riesce a trasmettere informazioni utili per il “lì” e “ora”. Non pretendendo che i monitor di Termini spieghino agli ignari viaggiatori il motivo per cui venivano cacciati dalla metro, ma magari il come comportarsi sì… In ogni caso penso si possa parafrasare una delle massime più famose di un libretto non più di moda: “grande è il fermento (era ‘il disordine’) sotto il cielo, quindi la situazione è eccellente”!