In mancanza di una innovazione veramente significativa sul fronte dello iPod Video - di cui si continua ad attendere una versione a tutto schermo - l’attesa presentazione di Steve Jobs, Ceo di Apple, del 12/9 scorso, intitolata “It’s showtime” ha avuto il suo aspetto più interessante (almeno dal nostro punto di vista) nell’annuncio di iTV, in uscita nei primi mesi del 2007 a 299USD. iTV è sostanzialmente un piccolo set-top-box (essenziale nella forma come nel consueto stile Apple) che avrà il compito di mostrare sul televisore (o meglio sul sistema di home theatre) sutto quanto può essere gestito dal software iTunes: programmi televisivi, film (altra novità annnciata il 12/9), fotografie e, naturalmente, musica. E’ un tipo di prodotto non totalmente nuovo (sono già in vendita strumenti simili, anche a prezzi più competitivi di quelli annunciati da Apple), ma sappiamo che forza abbia l’azienda di Jobs nel tracciare i nuovi trend dal punto di vista della fruizone di media. E’ dunque vera innovazione? Può avere influsso sullo sviluppo della business TV?
Alla maggior parte degli analisti il lancio contemporaneo della distribuzione di film su iTunes e del nuovo terminale iTV è parso come un passo importante nella direzione della convergenza TV-Internet. La Rete diventa sempre più veicolo normale per la distribuzione di video, anche nelle forme più tradizionali dei programmi televisivi e dei film e la scorsa settimana questo concetto è stato espresso non solo dalle novità di Apple, ma anche dal lancio del servizio di distribuzione di video da parte di Amazon. Apparecchi come iTV di Apple vanno a risolvere l’annoso tema della contrapposizione tra PC e TV a favore del primo nella gestione dei contenuti (più estesa e personalizzata) e della seconda per la fruizione domestica di grande impatto (home theatre, principalmente). Possono esserci riflessi business?
La risposta a nostro parere è sì per diversi motivi:
a) iTV rappresenta bene un trend di sviluppo sul versante dei terminali di fruizione televisiva che è estremamente vivace e ci riserverà ancora molte sorprese, in direzione di sempre maggiore flessibilità e pervasività della TV: nella logica di Apple l’utente sceglie il contenuto che più lo interessa, lo acquista in rete nella versione che meglio si adatta al tipo di fruizione che intende fare (personale, in mobilità o in compagnia), e lo guarda quando vuole e dove vuole: su PC, su iPod o sullo home theatre con TV a grande schermo. E’ una logica che si adatta molto bene anche per l’ambiente business.
b) iTV rappresenta quindi un trend di rapida crescita della capacità degli utenti di andare a prelevare in Rete i contenuti video da fruire sul televisore: questo determina il superamento dei tradizionali limiti di “spazio” per i contenuti televisivi e apre a tipi di contenuto non necessariamente solo di tipo entertainment e non necessariamente solo prodotti dalle media company “istituzionali”, e questo ci porta al punto successivo:
c) Se pensiamo all’estensione di iTunes verso il cinema e la televisione non possiamo non prendere in considerazione la valenza del fenomeno Podcast che permette ad una grande quantità e varietà di soggetti di offrire facilmente contenuti audio e video al grande pubblico. Un altro fenomeno che - a cominciare dai programmi audio - mostra di riguardare non solo l’intrattenimento, ma di estendersi con grande efficacia all’informazione e alla formazione.
Sono tutti indicatori che vanno nella direzione di uno scenario favorevole all’utilizzo della televisione anche in sfere diverse da quella tradizionale, favorendo la proposta di servizi di business TV sia interna che esterna.
Un Commento
Più che una rivoluzione in sè, credo sia un secondo stadio della rivoluzione. Se fino ad oggi abbiamo visto crescere la fruizione del video attraverso la rete, ma prevalentemente attraverso il browser, e quindi in ambiente web, adesso vediamo la rivoluzione produrre risultati “fisici”: veri e propri supporti hardware che vanno a soddisfare un nuovo modo di “fruire”. Quindi sì, è VERA rivoluzione. Ma non NUOVA rivoluzione. E’ lo stadio avanzato di un nuovo modo di pensare e fruire la TV. E’ il mercato che legittima la rivoluzione digitale, instaurandola nel quotidiano. Dal punto di vista “BUSINESS” credo che le ricadute possano essere diverse. Fino ad oggi il canale web è sempre stato il canale preferenziale su cui instaurare servizi di corporate TV. Ma nel momento in cui il video si slegherà dal vincolo del 320×240, si potrà iniziare a pensare la TV business come sempre più vicina alla TV. forse non a quella broadcast, ma a quella digitale e satellitare sì. E’ quindi inevitabile chi i linguaggi e le possibilità di elaborazione evolvano, migliorando i servizi non soltanto dal punto di vista “tecnico”, ma sicuramente anche contenutistico. Questo avrà sicuramente delle ricadute sul mercato, e credo che nel momento in cui la nuova fruizione si sarà instaurata, e la rivoluzione della fruzione della TV digitale sarà davvero matura, il know-how necessario per sviluppare Business TV, diventerà sempre più complesso, richiedendo professionisti sempre più “specializzati”. Si aprirà quindi definitivamente un nuovo mercato molto definito, con caratteristiche proprie sia dal punto formale che contenutistico, dove, probabilmente, chi penserà di imitare stilemi provenienti dai mondi televisivi già esistenti, non troverà più troppo credito…stiamo a vedere!