La tendenza alla pervasività del video digitale è appena agli inizi: in questo periodo di rapida crescita del potenziale delle tecnologie ablitanti si moltiplicano le sperimentazione di utilizi creativi. Il negozio Ralph Lauren di Madison Avenue a Manhattan ha istallato nei primi giorni di agosto un’applicazione di “window shopping” molto originale. Sulla vetrina del negozio viene proiettato un video di 67 pollici da un proiettore interno, mentre una particolare pellicola sulla stessa vetrina rende possibile l’interazione con il video per le persone all’esterno. Il risultato è un’applicazione che permette alle persone di sfogliare un catalogo prodotti e di acquistare direttamente dalla vetrina del negozio, anche a negozio chiuso, grazie a un lettore di carte di credito accanto alla vetrina. I passanti sembrano gradire, e intanto Ralph Lauren gode dell’ottimo ritorno mediatico dell’iniziativa, che è il primo rewarding per chi sperimenta l’uso creativo della tecnologia in modo originale.
L’applicazione è sperimentale e la stessa Ralph Lauren intende verificare i risultati dopo un mese di funzionamento per poi decidere se mantenerla in vita ed eventualmente estenderla ad altri punti vendita della catena. Sul sito “The Experience Economist” trovate una recensione diretta del sevizio con alcune foto illustrative. L’impressione da parte di chi ha sperimentato l’niziativa è buone: “IIt’s getting quite a positive reaction and people seem to really enjoy”.
Le tecnologie per portare il video interattivo in situazioni di utilizzo nuove stanno crescendo rapidamente. Qui potete vedere un esempio di tecnolgia per la ralizzazione di video-vetrine interattive, con interazione diretta via touch screen. Qui invece un esempio di tecnologia pensata per consentire l’interazone con il video (o la presentazione ultimediale) attraverso telefono cellulare (IVR o SMS).
5 Commenti
Interessante come la pervasivita’ del video si diffonda sia con modalita’ passive che interattive. I sistemi informativi locali in tempo reale (sorta di neotelevisione pubblica, tipicamente passiva) si impongono nelle aree dove la gente aspetta: come le sale di attesa aeroportuali, gli uffici postali, gli ambulatori medico/ospedalieri, etc… Mentre le nuove applicazioni interattive - come quella di questo articolo - paiono adattarsi perfettamente ai luoghi deputati alla “scoperta”: lo shopping in primis. Poi ci sono le aree di passaggio e/o di sosta momentanea: l’interno delle librerie, le hall dei centri commerciali o i marciapiedi delle stazioni ferroviarie (aspettando che i “magnifici plasma” della Stazione Termini abbiano finalmente contenuti studiati ad hoc che ne rispettino le specificita’). Queste ultime si prestano a una modalita’ piu’ mediata, ancora tutta da definire. E chissa’ cosa succedera’ quando si diffonderanno i sistemi che utilizzano il cellulare per interagire con queste vetrine/finestre sul mondo…
Grazie per il contributo: è effettivamente interessante vedere come, nel momento in cui il video viene messo tecnologicamente in condizioni di lasciare l’ambiente domestico tradizionale, si apra un campo vastissimo di possibli applicazioni con implicazioni molto interessanti e creative anche dal punto di vista editoriale. In effetti l’aspetto dei contenuti è chiave. Quando la televisione si viene a collocare in nuovi contesti, vengono a crearsi nuove condizioni di fruizione che necessitano lo studio di nuovi formati a livello di contenuti. E in genere questo aspetto ha bisogno di un lasso di tempo maggiore rispetto a quello meramente tecnologico per maturare. E’ giusto sottolineare come non tutte le forme di TV contestuale siano uguali e che anzi differenze di contesto diano luogo a modelli di comunicazione necessariamente molto differenti. Ora che la tecnologia ha aperto alla diffusione pervasiva del video, ci attendono tempi molto interessanti sotto l’aspetto della crescita dei servizi e dei contenuti.
Aggiungo che sul tema dell’interazione con un’istallazione televisiva contestuale attraverso il telefono, l’ultimo link presente nel post conduce ad un esempio concreto.
C’e’ uno studio che ha gia’ fatto varie sperimentazioni l’ho trovato online,l’indirizzo e’
http://www.kzstudio.com
penso siano di Ferrara
La prima realtà che ha sperimentato le tecnologie in Italia la trovate qui…
http://www.touchwindow.it